martedì 13 agosto 2019

DOVEROSA PRECISAZIONE AL SIGNOR GERVASONI


DEDICATO AGLI AMANTI DELLA VERITA'…
E, PER CONOSCENZA, ALL'ORDINE DEI GIORNALISTI
Un libro di 100 pagine, con
99 pagine che potevan esser bianche come i quadratini della locandina,
visto che si parla di cose già scritte e riscritte, di fatti noti e arcinoti,
 che,-come scritto in una nostra precedente nota-
sanno anche i sassi…
  
Nel mezzo però di cotanta ovvietà,
A PAGINA 18 
la  fantasia dell' "enfant prodige" del giornalismo d'inchiesta,
si scatena in maniera davvero formidabile…

Al signor Gervasoni, 

visto  che giornalmente si erge a ricercatore e paladino della Verità ,
e visto che conosciamo di persona gli attori dei fatti descritti,

PRECISIAMO QUANTO SEGUE:


- NON C'E' STATO NESSUN CAMERATA
CHE E' STATO COLTO DI SORPRESA DALL' ESPLOSIONE  
-

 - NESSUN CAMERATA E' STATO ARRESTATO SUBITO DOPO L'ESPLOSIONE
-

 - NESSUN CAMERATA HA FATTO IL NOME DEGLI ALTRI CINQUE,
CONSENTENDONE L'IDENTIFICAZIONE E IL FERMO
 -

L'IDENTIFICAZIONE E GLI ARRESTI SI SONO VERIFICATI
PER IL NATURALE CORSO DELLE INDAGINI,
 E NON COME SCRITTO DAL SIGNOR GERVASONI,
 PER LA DELAZIONE DI UNO DEL GRUPPO   
 -


SARA' NOSTRA EVENTUALE PREMURA
RENDER A CONOSCENZA DI QUESTA PRECISAZIONE
L' ORDINE DEI GIORNALISTI

P. S. : se il giornalista in oggetto avesse parlato con gli attori dell'episodio sarebbe stato più rispettoso dei fatti accaduti e della Verità 

Comunità di Avanguardia Brescia

sabato 3 agosto 2019

STRAGE DI BOLOGNA: CHI SA, PARLI!


L'ANALISI DI AVANGUARDIA NORDITALIA

2 agosto, anche Avanguardia Nazionale finì nel mirino degli inquirenti, così come intere comunità di altri camerati, FUAN NAR  Terza Posizione.
La macchina del fango ben avviata da giornali e televisioni, dai depistaggi degli inquirenti, dalle dichiarazioni dell'allora ministro dell'interno Cossiga riguardo la regia fascista di una strage che per metodo invece ha avuto ben altri "illustri" predecessori nella storia, basta pensare alla bomba partigiana della strage di via Rasella, ha dato il via ad una caccia all'uomo, in un clima da caccia alle streghe.
In questo contesto vengono assassinati Carmine Paladino e Pierluigi Pagliai, e non sono i soli tra i camerati che hanno pagato con la vita, così come non dimentichiamo nemmeno quelli che sono riusciti miracolosamente a salvarla la vita nonostante i proiettili.
Anni dopo Cossiga chiese scusa all'allora Movimento  Sociale per le sue parole riguardo la responsabilità dei fascisti, facendo il bel gesto pubblico tra politicanti, ma ben guardandosi di chiedere scusa ai diretti interessati, a chi venne accusato ingiustamente o ai famigliari di chi venne assassinato, le sue "scuse" non lo hanno sollevato dalle sue responsabilità, esattamente come i depistaggi e le manovre dei servizi e della massoneria non devono cadere nel dimenticatoio.
Soprattutto oggi mentre un processo, l'ennesimo, è ancora aperto, e vede ancora una volta sul banco degli imputati il "cattivo fascista" di turno, dopo che già tre innocenti sono stati condannati,  il 2 agosto è il giorno in cui con orgoglio bisogna rivendicare che la strage NON è fascista.
Per i camerati che sono stati arrestati e accusati, per i camerati che sono stati assassinati, per una battaglia di verità, e non per le ricostruzioni di como
do di questo sistema.


Mentre il presidente di questa repubblica nel suo messaggio per la commemorazione della strage, tira fuori la solita vecchia teoria sui cosiddetti "colpevoli accertati", i fascisti, mentre "nulla si saprebbe dei mandanti", certi politici dichiarano di aver visto "notizie interessanti" che sarebbero secretate e qualcuno lascia intendere che nel caso sarebbe pronto a "disobbedire" al vincolo di riservatezza: se il primo porta avanti le vecchie menzogne care al sistema, chi dice di essere a conoscenza di notizie seppur riservate dovrebbe immediatamente parlare pubblicamente, anzi avrebbe dovuto farlo subito, invece di lasciare dichiarazioni ai giornali, se non altro per rispetto delle vittime della strage.
Quel che appare evidente, è che servizi segreti e massoneria si sono resi protagonisti di depistaggi e non certo per favorire i fascisti, dal momento che contro quelli che sono stati giudicati "colpevoli" hanno avuto contro di loro delle testimonianze inattendibili, oltre alle voci dei cosiddetti "pentiti" che hanno contribuito ad incriminare tante persone in pieno spregio alla più elementare giustizia.
Deve ancora arrivare il tempo della verità e della giustizia!


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mercoledì 31 luglio 2019

TRA GUARDIE E LADRI ASSASSINI, NOI STIAMO CON I CAMERATI ASSASSINATI




Viste le continue polemiche di questi giorni su quanto accaduto a Roma, in quel che è sempre più diventato un paese di tifosotti virtuali grazie anche ai social network, diventano d'obbligo delle precisazioni su dei Punti Fermi che dovrebbero esser scritti, se non scolpiti, nel DNA di chi si auto- definisce un Camerata, ma spesso invece"scordati" da parecchi destrorsi in preda alla perenne infatuazione per le "forze dell'ordine" (o per qualche magistrato)

CHIAREZZA

Chi era a sparare alla schiena dei soldati italiani nella ritirata di Caporetto?
Chi arrestò Mussolini il 25 luglio?
Chi era a prelevare Ettore Muti per portarlo sul luogo della sua esecuzione?

Chi sparò a Giancarlo Esposti?
Chi sparò a Stefano Recchioni?
Sempre gli stessi, sempre i militari dell'arma dei carabinieri, le "guardie del re", la "polizia militare".

Così come non dimentichiamo Riccardo Manfredi caduto nel corso di un tentativo di evasione, Riccardo Minetti e Nanni de Angelis "suicidati" nelle carceri di madama democrazia, Alberto Giaquinto assassinato alle spalle da un agente della digos, Pierluigi Pagliai assassinato da agenti dell'antiterrorismo, come non dimentichiamo tutti gli altri Ragazzi caduti nella lotta al sistema.

Noi non abbiamo dubbi da che parte stare: noi stiamo esclusivamente dalla parte dei Nostri Camerati!

Noi stiamo con Vincenzo Nardulli e Giuliano Castellino, a tuttora privati della Libertà con i più assurdi e strumentali pretesti

RIVOLUZIONARI SEMPRE
REAZIONARI MAI

Comunità Avanguardia Norditalia

lunedì 29 luglio 2019

29 LUGLIO, ...PER MILLE ANNI


29 luglio, Auguri "santa teppa"

"Noi siamo la santa teppa che non si ferma davanti alle penne degli arcangeli nè davanti ai fucili degli sbirri.
Noi siamo la Rivoluzione e la Rivoluzione non si può fermare"
All'unico uomo politico che in Italia ancora oggi è amato da molti e diffamato continuamente dai "politicamente corretti" del cazzo.
All'uomo la cui opera diede la giustizia sociale all'Italia e vent'anni di progresso a beneficio della popolazione e non dei politicanti, come invece accade in democrazia.
All'uomo che seppe schierarsi contro le ingiustizie di un mondo vecchio e tiranno, e che poco tempo prima di venire vigliaccamente assassinato disse che gli italiani avrebbero dovuto "bere l'amaro calice fino alla feccia", e visti i tempi in cui viviamo aveva ragione su tutto.


Assieme a lui voglio ricordare anche chi è stato il detenuto più anziano del mondo, strappato alla sua patria d'adozione, ed esposto dalla pubblica morale dei democratici come simbolo del male, per il solo fatto di avere eseguito gli ordini e di aver combattuto dalla parte che è uscita sconfitta nella guerra del sangue contro l'oro.


"Contro Giuda, contro l'oro
 sarà il sangue a far la storia...."
Fanculo a questo mondo marcio: viva il "male assoluto"!

sabato 6 luglio 2019

DALMINE NON SCORDA : 6 LUGLIO 1944





SONO PASSATI I "LIBERATORI"

Quel 6 luglio non si dimentica. Non si dimentica la scia di sangue che usciva dalla chiesa di San Giuseppe dove furono portati i feriti e i caduti subito dopo il bombardamento, non si dimentica la morte di padri, mariti, figli, partiti per recarsi al lavoro in una giornata qualunque e non più tornati, non si dimentica il rumore assordante e il fumo, visibile anche a chilometri di distanza, che ha investito Dalmine il 6 luglio 1944.
Operazione 614 è il nome in codice dell’azione di bombardamento americana di otto località diverse dell’Italia settentrionale, ancora occupata dai tedeschi, fra cui le acciaierie di Dalmine-Bergamo, conosciute anche come Officine Mannesmann. Due gruppi di bombardieri provenienti dal Sud Italia, giunsero alle 11del 6 luglio sopra la fabbrica di Dalmine (che lavora a commesse militari per la Germania) scaricando oltre 77 tonnellate di bombe. Furono distrutte le acciaierie, gli aggiustaggi e le finiture, gravi i danni subiti dai laminatoi e dagli uffici.

278 vittime e più di 800 i feriti.
Li chiamano sempre i liberatori...