mercoledì 8 febbraio 2017

Lasciamo perdere Trump, per favore

homeless
 
Da qualche settimana, vedo che tutti i media non fanno altro che parlare di quello che fa o dice il signor Donald Trump.
Ora, Donald Trump è semplicemente il presidente degli Stati Uniti, che già non sono uno “stato” in senso europeo, sono cinquanta stati ciascuno con un grado di independenza inimmaginabile da noi.
Poi lui è solo uno dei tre rami ufficiali del potere, e anche uno solo dei mille rami non ufficiali del potere.
Se questo pittoresco speculatore immobiliare è riuscito a farsi strada, è perché ha colto qualcosa di essenziale.
E su questo qualcosa di essenziale, il resto del mondo tace.
Per cui cerchiamo di ribadire ancora una volta una cosa già detta.
La questione fondamentale è urbanistica, cioè riguarda una scelta di sistema di vita che da settant’anni segna la vita statunitense: la suburbia.
La suburbia non esiste nei censimenti (dove l’81% della popolazione risulta “urbana”), eppure è la principale realtà degli Stati Uniti.
Uno studio organizzato da una potente agenzia immobiliare su 2008 intervistati in tutti gli Stati Uniti ha dato un risultato interessante, perché riguarda la percezione che gli intervistati hanno della propria esistenza.
Il 26% della popolazione degli Stati Uniti dice di vivere in un ambiente “urbano”
Il 53% vive nella “suburbia”.
Il 21% vive in un ambiente “rurale”.
La maggioranza “suburbana”, per poter vivere in quell’allucinato ambiente in cui magari è anche nata, non è la parte più povera della popolazione: gli italiani pauperisti queste cose non le possono apprezzare, negli Stati Uniti i poveri e semplici sono anche i falliti.
La maggioranza suburbana è l’orgoglio degli Stati Uniti, il primo paese ad aver permesso a una maggioranza di sentirsi “middle class” e non proletariato sfruttato: la redenzione concreta dell’umanità attraverso la ricchezza, da contrapporre per sempre alle fòle dei sovietici, che non avevano recinti e paletti attorni alla loro Proprietà.
Questa maggioranza vive indebitandosi per quattro cose indispensabili:
1) la casa
2) l’automobile, indispensabile per potersi muovere nella suburbia
3) gli studi dei figli
4) la salute.
Questo sistema di vita è possibile soltanto se i diretti interessati hanno una ragionevole speranza di poter pagare mutui che durano magari decenni.
E quindi senza posto fisso, si troveranno senza casa.
Senza posto fisso, alla casa, se ce l’hanno, non ci potranno arrivare fisicamente, in un’urbanistica che non ha pensato ai marciapiedi.
Senza posto fisso, i loro figli non studieranno.
Senza posto fisso, se hanno un tumore, il buttafuori dell’ospedale li prenderà a calci con doppio gusto.
Questa maggioranza della popolazione degli Stati Uniti, ogni sera va a dormire in una casetta linda, con un’automobile succhiabenzina nel garage, nell’isolamento della finta campagna, con un bravo figlio che studia…
… e sogna di trovarsi qualche giorno dopo nelle condizioni di questo signore:

Pensate all’effetto che fa a gente così, sentirsi accusare di essere poco accogliente…
Questa condizione da incubo, della maggior parte della popolazione del paese più importante del pianeta, è di conseguenza un incubo per tutto il pianeta.
Questo incubo, non l’ha creato un signore con i buffi capelli biondicci.
L’hanno creato decenni:
di architetti arditi,
di cultori dell’automobile,
di mercato grande come il pianeta e magari arriviamo pure sulla Luna,
di sognatori di progresso infinito,
di cantore di frontiere che si spostano sempre, o magari nemmeno esistono,
di amanti dell’Uomo Comune,
di gente che dice che il terreno e il paesaggio sono una merce come tutte le altre,
di truffatori che ti raccontano che il petrolio non finirà mai e se finisce ci saranno le Rinnovabili infinite,
di impostori che dicono che per ogni Problema c’è una Soluzione,
di credenti nell’Individuo e nella Famiglia,
di venditori di case finte che promettono ai cittadini paradisi rurali,
di devoti della proprietà privata diritto umano fondamentale,
di esaltatori delle Grandi Opere Pubbliche,
di pubblicitari di automobili,
di film with a happy ending,
di coccolatori della Classe Operaia,
di esaltatori del Progresso Spendendo di Più,
di sindacalisti,
di geometri che credendosi Dio, hanno diviso la terra,
di spacciatori di petrolio,
ma anche di quel patto con il diavolo che è stato l’Obamacare, cure per molti purché i guadagni delle aziende farmaceutiche siano non negoziabili.
Quando parlate di “Trump”, state parlando in verità di tutto questo: di America.
Odiate, se volete, lei e sua gemella, il Debito.
 
Miguel Martinez
 
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