domenica 24 aprile 2016

L' INFAMIA NON SI PRESCRIVE

Giuseppina Ghersi.
 Per molti, fino a qualche anno fa,
 questo cognome risultava sconosciuto
e privo di qualsiasi collegamento ad eccezione
 di una copia di denuncia presentata alla
Questura di Savona nel 1949.
 
 
 Giuseppina, una bambina di appena 13 anni,
 fu pestata, stuprata e giustiziata dai partigiani comunisti
con l’accusa di essere al servizio del regime fascista.
 La famiglia Ghersi, che viveva a Savona e gestiva
un negozio di ortofrutticola,
non era neppure iscritta al Partito Fascista.
 Studentessa delle magistrali alla “Rossello”
fu premiata direttamente da Mussolini
 per aver svolto con merito un concorso a tema.
Questa la sua condanna.
 
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