domenica 25 febbraio 2018

AI FIGLI DI . . . PAPA' DEI CENTRI SOCIALI

 
OGGI COME IERI LE ZECCHE DEI COSIDDETTI CENTRI SOCIALI SI STANNO DIMOSTRANDO PROVOCATORI AL SERVIZIO DEL SISTEMA,
CHE LI UTILIZZA PER CERCARE DI COLPIRE GLI UNICI VERI NEMICI DI QUESTO STATO CORROTTO.
SONO TROPPO STUPIDI PER CAPIRE IN CHE MODO VENGANO STRUMENTALIZZATI.
I POLITICANTI DI SINISTRA - BOLDRINA IN PRIMIS - LI DIFENDONO,
I GIUDICI SERVI NON LI INQUISCONO, MA LI PROTEGGONO.
CAMERATI, QUESTO SISTEMA CHE SI E'AUTODISTRUTTO SOTTO OGNI PUNTO DI VISTA, VORREBBE RIUTILIZZARE UNA RI-EDIZIONE DELLA
 "TEORIA DEGLI OPPOSTI ESTREMISMI"E DELLA "STRATEGIA DELLA TENSIONE"
CON SERVIZIE SEGRETI PRONTI AD ORGANIZZARE STRAGI
-DA APPIOPPARE A NOI- PER DISTRUGGERCI DANDOCI IN PASTO ALL'OPINIONE PUBBLICA.
LO HANNO GIA' FATTO, E POTREBBERO RIFARLO.
IL NEMICO E' UN ANIMALE FERITO GRAVEMENTE
-DALLE METASTASI DEL SUO STESSO CANCRO-,
CHE UTILIZZA LA CARTA DELL' "ANTIFASCISMO"
PER GLI ULTIMI COLPI DI CODA.
IL NEMICO E'SUBDOLO.
STIAMO ATTENTI, MOLTO ATTENTI
 
 
Avanguardia Berghem
 
 

martedì 20 febbraio 2018

IL SALUTO ROMANO NON E' REATO


CERTI CHE A UN IMBECILLE FISCHIERANNO DI SICURO LE ORECCHIE

"Il saluto fascista? Non è reato se commemorativo"
Il saluto romano "non è reato se ha intento non violento e commemorativo". Lo dice la Cassazione, che ha assolto due manifestanti, imputati nel 2014 per "concorso in manifestazione fascista", reato previsto all’articolo 5 della legge Scelba. I due avevano alzato il braccio destro durante una manifestazione organizzata all'epoca a Milano da esponenti di Fratelli d'Italia.
Sulla decisione di merito, afferma la Cassazione, la legge non punisce "tutte le manifestazioni usuali del disciolto partito fascista, ma solo quelle che possono determinare il pericolo di ricostituzione di organizzazioni fasciste" e i gesti e le espressioni "idonei a provocare adesioni e consensi". Una decisione che farà discutere, specie in relazione al dibattito su fascismo e antifascismo in questo delicato momento della campagna elettorale.

FONTE:http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/02/20/saluto-fascista-non-reato-commemorativo_heBay929ur5TXzFUMcrmWP.html

CONFERME SULLA “CURA DI BELLA” (DALL’ESTERO)

 

Occasionalmente, da un lettore, vengo a sapere che pubblicazioni scientifiche internazionali  accettano studi sul “Metodo Di Bella” –   qui da noi demonizzato –   del dottor Giuseppe Di Bella (il figlio) e della sua equipe.
Uno, presentato al Simposio sul Cancro al Seno tenutosi in Nuova Zelanda nell’estate scorsa,  ha come titolo: “Il sinergismo di  somatostatina, melatonina, retinoidi, vitamine E, D3 e C, prolattina e inibitori di estrogeni e microdosi metronomiche di ciclofosdfamide [si tratta del classico mix concepito dal padre, professor Di Bella] aumentano  la sopravvivenza, la risposta obbiettiva e l’attività quotidiana – in uno studio clinico retrospettivo su 297 casi di cancro al seno”.
Quindi ormai il “Metodo Di Bella” può contare su quasi 300 casi  di remissione durevole,  documentati ed accettati dalla comunità oncologica. Nello studio sopra citato, si conferma che “la sopravvivenza a cinque anni” del tumore metastatico  del seno, con il Metodo Di Bella, è  del 69,4%: insomma che su 100 persone curate,  dopo cinque anni 69  sono vive.  Per contro, la sopravvivenza con le cure dei protocolli  mainstream  è del 26,3  per cento:  ossia  sono vive solo 26 persone dopo cinque anni di “cure”: dati del National Cancer Institute, la massima autorità oggettiva in questo triste campo.
Un altro studio  appare su Neuroendocrinology Letters (Volume 38 No. 6 2017), di cui traduco il titolo: “Risposta obiettiva  completa e stabile da 5 anni col Metodo Di Bella di un carcinoma della mammella  pluri-metastatico dopo mastectomia , chemio e radioterapia”. E’ la storia clinica di una donna di 35 anni, operata e sottoposta a chemio e radio, che ha rifiutato il secondo ciclo di chemio  (aveva sviluppato metastasi) e si è sottoposta al Mix Di Bella. Risulta ancora risanata dopo 5 anni.

Il cancro aumenta. Disfatta dell’oncologia.

Non sembra che gli oncologi all’estero rispondano a queste comunicazioni saltando alla gola del dottor Di Bella e collaboratori, come avviene da noi, e definendo stregonesche e  senza fondamento le sue terapie. Anzi, siccome esistono siti  che permettono di vedere chi,  nel vasto mondo,   è andato a leggere queste comunicazioni,  si scopre che ha incuriosito delle notorietà internazionali di questa specialità.  Se poi digitate (in inglese) le parole delle sostanze del Mix Di Bella, retinoidi, melatonina, somatostatina eccetera, scoprite che sono oggetto di  centinaia di studi per la loro potenziale azione anti-tumorale,  dunque il vecchio Di Bella lungi dall’essere un folle antiscientifico come è stato fatto ufficialmente passare dalla ministra della Sanità di allora, era inserito in un filone di ricerca ben preciso. Tentativi continui e grandemente finanziati, all’estero, di esplorare soluzioni alternative. S’indovina un qualche senso di disperazione nel settore oncologico: non solo  il  cancro non diminuisce, ma “l’incidenza e mortalità del cancro dal 1995 al 2015 hanno registrato un’imprevista e drammatica progressione.  Il cancro alla mammella è in assoluto la prima causa di morte delle donne nel mondo”, si legge nel Global Burden of Disases dell’Organizzazione Mondiale di Sanità.
E’una disfatta enorme. Nonostante finanziamenti miliardari, le propagandate meraviglie della “diagnosi precoce”, super-terapie miracolose “ormai vicine”,  grancasse pubblicitarie sull’imminente “vaccino per tutti i tumori”,  ottimismi mediatici “il cancro oggi si cura”,  insomma il rumore sociale sollevato dal business farmacologico,  l’incidenza  del cancro aumenta. E in modo imprevisto: che significa che nessuno capisce   il perché.
“Questo drammatico incremento dell’incidenza”, scrive Di Bella, “ è la più chiara conferma dell’inefficienza degli attuali concetti e misure di prevenzione. Un fallimento di questa portata nella prevenzione e terapia dei tumori non ha ancora portato ad una profonda revisione critica delle cause, all’abbandono di strategie superate, di concezioni obsolete. L’attuale progressiva deriva speculativo commerciale della medicina ha inquinato le sue basi etico–scientifiche”.  Impossibile non concordare.
Ora, è anche la conclusione a cui è giunta una Onlus austriaca che si chiama VVF Mare Nostrum (Verein  zur Förderung der Forschung Mare Nostrum e.V. “, che sul suo sito si presenta in latino: trattasi di “ Societas ad scientiam promovendam”, con sede Vindobona (Vienna)  ed è”associatio Non Profit”, la quale si propone di revisionare le “invenzioni ostacolate” : perché “Res inventa tota revelanda est”, onde valutarne la validità e applicazione per pubblica utilità”. Questa Onlus, che è nata da un lascito originario di Carlo,  ultimo imperatore d’Austria (successe al caro Francesco Giuseppe da 1916  al 1919) e morto in esilio in Portogallo nel 1922, dopo una vita  di preghiera offrendo il suo sacrificio “per i suoi popoli”. E’ stato beatificato nel 2004 da Papa Woytjla   che ne ha sottolineato la qualità di “ promulgatore dell’assisten17005 Di Bella, Giuseppe – Notification of Abstract Acceptanceza sociale, un esempio per noi tutti, soprattutto per quelli che oggi hanno in Europa la responsabilità politica!».
http://www.vff-marenostrum.org/
Questo sito ha indagato non sulla validità scientifica del metodo Di Bella, ma su come sia avvenuta la sua supposta sperimentazione a cura del Ministero della Sanità italiana  ai tempi di Rosy Bindi.  Incontrando, diciamo, difficoltà ad ottenere la documentazione.  Ha anche prodotto  un trailer, “La Terapia Di Bella” – 20 anni dopo ( 1997 – 2017 )  su Vimeo a cui rimandiamo.
https://vimeo.com/232317673
Adesso, il dottor Di Bella  annuncia un prossimo volume sulla “prevenzione farmacologica dei tumori”, di cui delresto ha cominciato a trattare in una tv locale, TVcolor:

 video

 Perché la Melatonina  “coniugata”
Nell’attesa, mi sono incuriosito dell’adozione della melatonina. Questa sostanza che viene ormai venduta in libera vendita (è innocua)  anche nei supermercati per ottenere un sonno naturale, ai tempi di Rosy Bindi fu addirittura vietata, prescrivibile  solo in ospedale, i pazienti di Di Bella furono costretti a procurarsela in Svizzera….
Tuttavia, la  melatonina del professore era diversa  da quella in vendita. Di Bella la ha coniugata con adenosina e glicina.  Ho chiesto il perché, e la risposta è stata: la melatonina è poco solubile in acqua alle temperature corporee; l’adenosina la rende idrosolubile , e  con la glicina come isotonico, utilizzabile per le flebo nelle somministrazioni ad alte dosi che sono spesso necessarie per le sue funzioni anti-cancro. Funzioni che sono più importanti (e scientificamente documentate)  che quella di coadiutore del sonno, la ragione per cui viene commercializzata, “di tutte le sue qualità probabilmente la meno importante”.  La bio-disponibilità viene aumentata enormemente dalla preparazione Di Bella,  che la rende solubile in acqua a concentrazioni in cui la melatonina senza adenosina  precipiterebbe.
Per il vecchio Di Bella, qualunque trattamento di  immuno-modulazione, differenziazione  e anti-proliferazione che non includa Melatonina “è incapace di curare e stabilizzare un tumore; è condizione necessaria ma non sufficiente”.
Già solo l’intelligenza di questa preparazione  meriterebbe alla memoria di Di Bella un  grato ricordo anche come farmacologo.
 
La  ratio del suo funzionamento e il metodo da usare per  produrla, sono   reperibili nella  sede più ufficiale che si possa immaginare, il National Cancer Institute:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29369596
(Melatonin with adenosine solubilized in water and stabilized with glycine for oncological treatment – technical preparation, effectivity and clinical findings)
Tuttavia in Italia bisogna andare in certe farmacie per farselo preparare, sussurrando a mezza bocca, manco si ordinasse oppio   – anzi  procurarsi coca  e crack è più facile. E’ un galenico, quindi poco redditizio per  le grandi farmaceutiche.    E tuttavia, per i pazienti  che decidono di tentare questa strada, la terapia è “costosa”, non perché lo sia (costerà un decimo dei  protocolli chemio), ma perché è  tutta a carico del paziente, poiché il Servizio Sanitario nazionale non la passa, e il trattamento pare essere almeno di sei mesi. Un’altra difficoltà è che certe somministrazioni notturne con siringa a tempo sono complesse da far a casa.  Ma non esiste una clinica Di Bella. Ed è questo uno dei motivi – o pretesti  – con cui certi studi clinici del team sono stati rifiutati da certe pubblicazioni:  richiedevano “il Comitato etico”  e “il gruppo di controllo” (ossia la parte dei pazienti a cui venisse somministrato placebo,   per confrontare  i risultati): due cose per cui occorre un ospedale.   Non resta che sperare nell’intercessione del beato Carlo imperator  Vindibonensis. 

Autore Maurizio Blondet


FONTE:http://www.arcsanmichele.com/index.php/apologetica/108-cultura/10331-conferme-sulla-cura-di-bella-dall-estero

INTERFERENZE: LA SINDROME DI "CAPITAN SVEZIA"



La Repubblica Islamica Iraniana protesta coi "Capitan Svezia" di Stoccolma, che si intromettono nella condanna dell'assassino sionista Ahmad Jalali

 

Ahmad Reza Jalali é una spia sionista e un assassino.

 

 Sulle sue mani c'é il sangue di molti scienziati nucleari iraniani, uccisi per conto del criminale regime ebraico di occupazione della Palestina.

E' stato catturato, giudicato secondo le leggi iraniane e condannato alla pena capitale.

Secondo le leggi iraniane solamente i parenti delle sue vittime hanno il potere di graziarlo, se così decidessero.

Ma gli Svedesi pensano di dover dire la loro.
Gli Svedesi, anziché occuparsi dell'inferno in cui hanno trasformato il loro paese (un tempo prospero, pacifico e ordinato) grazie alla loro stupidità "multi-kulti", anziché occuparsi di chiudere le fucine di wahabismo sorte nelle loro città, di assistere le donne stuprate dagli immigrati, di porre un argine alla distruzione della loro società, si sono permessi di intromettersi nella questione, arrivando a concedere all'assassino sionista la 'cittadinanza' svedese.

Del resto, ci sono così tanti "svedesi" dell'ISIS che uno 'svedese' anche del Mossad era praticamente necessario, no?

Potremmo chiamarla la sindrome di "
Capitan Svezia".

 
FONTE:https://palaestinafelix.blogspot.it/2018/02/la-repubblica-islamica-iraniana.html

sabato 17 febbraio 2018

17 FEBBRAIO 1992 : TANGENTOPOLI

 

17 febbraio 1992, esplode 'Tangentopoli e il romanzo criminale della "Milano da bere" travolge la "Prima Repubblica"
 
Risultati immagini per tangentopoli
 
 
E' il 17 febbraio 1992 quando Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio ed esponente di primo piano del Partito Socialista milanese, viene fermato con una tangente da 7 milioni di lire in tasca. A guidare l'indagine un giovane e risoluto Pubblico Ministero molisano, Antonio Di Pietro. E' l'inizio del ciclone giudiziario passato alla storia come "Tangentopoli", una serie di inchieste sul "sistema" corrotto in cui gli appalti pubblici venivano assegnati in cambio di mazzette, finanziamenti occulti che finivano poi a ingrassare le casse di quasi tutti i partiti partiti della cosiddetta "Prima Repubblica".
 
Il "Pool"
Nei mesi successivi il capo della Procura di Milano Francesco Saverio Borrelli affianca a Di Pietro un pool di magistati tra cui Gherardo Colombo, Pier Camillo Davigo e Ilda Boccassini. Fioccano gli avvisi di garanzia e si moltiplicano i fronti di indagine sugli affari illeciti tra politica e finanza. Al centro la cosiddetta "madre di tutte le tangenti": 150 miliardi di lire per oliare a dovere l'esito del caso Enimont, la fusione fallita tra i colossi pubblici e privati della chimica italiana.
 
Fine - o quasi - di una classe politica
Craxi, Forlani, Altissimo e tanti altri leader politici vengono messi sotto accusa dalla Procura di Milano e da un'ampia fetta dei mezzi di comunicazione e dell'opinione pubblica che scende in piazza a sostegno dei pubblici ministeri. L'ondata di indignazione pubblica contro il malaffare che in aula di Montecitorio viene plasticamente rappresentata dal leghista Orsenigo che brandisce un cappio tra i banchi dei deputati. La rabbia della folla sfocia il 30 aprile 1993 nella salva di monetine contro Bettino Craxi davanti all'Hotel Raphael, a ventiquattro ore dalla negazione dell'autorizzazione a procedere.
 
I suicidi
Questo clima "rivoluzionario" miete anche molte vittime. Sono diversi i suicidi a cominciare da Sergio Moroni, tesoriere del PSI lombardo finito in alcune inchieste per appalti locali, che prima di togliersi la vita invia una lettera a Giorgio Napolitano allora presidente della Camera. Seguono suici "eccellenti" come quello del presidente di Eni Cagliari e di Raul Gardini al centro dell'affare Enimont. Alcuni in circostanze misteriose come quello di Sergio Castellari, ex direttore generale del Ministero delle Partecipazioni Statali
 
 Le cifre
 A partire da Milano in un paio d'anni il volto dell'Italia politica viene cambiato. Ecco in sintesi i numeri della stagione di "Mani Pulite": 25400 avvisi di garanzia, 4525 arresti, 1069 politici coinvolti in due anni di indagini solo da parte del pool di Milano, 1300 tra condanne e patteggiamenti definitivi, 430 assoluzioni, 31 suicidi tra il 1992 e il 1994. In uno studio dell'epoca l'economista Mario Deaglio calcolò il costo delle tangenti per i cittadini e per il sistema economico italiano in generale: Costo fino a 4 volte superiore rispetto agli altri paesi europei per opere pubbliche analoghe, costo di 10mila miliardi di lire annui per le tasche dei cittadini, costo tra i 150mila e i 250mila miliardi di lire di indebitamento pubblico, costo tra i 15mila e i 25mila miliardi di lire di interessi annui sul debito.
 
 

giovedì 15 febbraio 2018

MA CHE BEL MONDO DI MERDA CHE VI SIETE COSTRUITI

 
... E SE TUTTO QUESTO E' BENE, ALLORA SI' CHE SIAMO IL MALE
 
All luce degli ultimi accadimenti,
questa ballata è un Testo Sacro
 
 
 
 
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